Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.

Sono una persona munita di notevoli capacità introspettive (talvolta inutilizzate), di un canale emotivo fluido, una discreta quantità di idee fertili, una linfatica dose di predisposizione letteraria (qualunque cosa comporti) . Sono una persona intelligente e ragionevole, talvolta ossessiva, talvolta distrattamente compulsiva. Sono sprovvista di perseveranza. Sono un’individualista sfegatata. Portatrice sana di eccentricità ed appariscenza. Sono ostinatamente ingerente nei confronti dell’irragionevolezza e dell’ ingiustificatezza sfrontata altrui, le quali tirano fuori la parte più intransigente e malevola che possiedo e nei confronti delle quali perseguo una mania di sabotaggio rancoroso da cui traggo consolazione e appagamento tirannico. Sono dispotica e melliflua. Di pensiero decadente e fatalista. Diligentemente imprecisa. Spropositatamente esistenzialista. Fermamente introversa. Spesso abitudinariamente annoiata, presso le esigenti ore di benefica solitudine della mia esistenza. Insicura. Drastica. Inerte di fronte a varie avversità. Tendenzialmente intempestiva. Timorosa. In date situazioni abbastanza vacua. Spesso ingiustificatamente prolissa e speciosa(ehssi), logorroica e inadatta. Onesta fino alla sanità mentale, ma non cristallina. Buona, eppure temibile per la tenuità con cui mi riservo di apprezzare e comprendere atti di pura, oscura cattiveria. Non sono una persona temeraria. Detesto il fatto che più acquisisco esperienza e più mi affievolisco sensorialmente. Mi definisco poliamorosa, bisessuale/pansessuale e Borderline indiagnosticabile oramai, anarcofemminista, appassionata lettrice, con una predisposizione da libraia e una spiacevole, innata capacità di percepire le soggettività che si dipanano dai soggetti rispetto alle dinamiche della circostanza. I libri non sono oggetti e io non ammetto di prestarli, lasciarli, piegarli e perderli, me li porto “tutti” appresso, seguendo il criterio emotivo momentaneo, esagerando col peso. Potresti vedermi girare per strada ingobbita da un grosso zaino o appesantita da una straripante borsetta. Spesso mi rifugio in atteggiamenti artificiosi, soprattutto quando la sobrietà mi si appiccica addosso per insicurezza.

Che cosa NON aspettarsi MAI dame :
– Non bisognerebbe aspettarsi da me una spontanea propensione all’ironia (esclusi casi di spropositata positività altalenante o/e insolita estroversione random). L’ironia, viene considerata la principale caratteristica di persone d’intelletto, da una percentuale di persone piuttosto rilevante. Tale convinzione, ampiamente diffusa, ha fatto leva su alcune insicurezze durante la mia vita, spropositandole.
– L’intrattenimento di “facilonerie” discorsive che comunque affronto (incorrendo in artificiosità eufemisticamente imbarazzanti) pur di sopravvivere in una società dove pressoché il 90% delle interazioni verbali tende ad una leggerezza che non riesco a fare mia, sfociante (vi auguro) da un’esperienza di socializzazione “spensierata” o, quantomeno, principalmente positiva; esperienza altrettanto estranea all’indole introversa e precipuamente di pensiero esistenzialista che mi caratterizza.
– Che riesca a mantenere la concentrazione davanti a quesiti e problematiche di tipo logico e di tipo matematico, anche si trattasse di banali calcoli di ordinaria amministrazione, di ricostruire un qualche tipo di puzzle, di trovare la soluzione più agevole ad una problematica dagli evidenti risvolti logici e cosi via. Alle volte (Quando non diviene disagiante a seconda del contesto), mi porta a sorridere, l’altissima incidenza di errori, nei quesiti (matematici/logici) elementari che mi si pongono. Tutto questo lo devo, in parte alla mia discalculia, in parte al fatto di non essermi di essa mai preoccupata.
– In fine : Che sappia rispondere con facilità alla domanda “che musica ti piace?”. Dunque, quello che ho capito di me é che non mi é facile rispondere a tale domanda poiché penso alla musica piuttosto raramente.

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